La riflessologia: Il corpo parla e dice sempre la verità

La Riflessologia Plantare non è una terapia e non sostituisce eventuali terapie mediche.
Il piede, nei secoli, è stato riconosciuto come la sede privilegiata di zone riflesse; teoricamente ogni parte del corpo umano può essere considerata riflessogena, cioè in stretto collegamento con tutte le altre parti del corpo. Possiamo dunque sostenere che la parte riflette il tutto.
Tutto il nostro essere, forza e debolezza, si manifestano perfettamente sul nostro piede. Lavorando su opportune zone, attraverso stimolazioni e pressioni, è come se agissimo nei vari organi, proprio come se venissero effettivamente toccati e massaggiati, per ristabilire equilibri perduti, per prevenire e sciogliere molti disturbi e per mantenere il benessere della persona.

L’origine di questo tipo di massaggio è antichissima, risale a circa 5000 anni fa. La Riflessologia plantare è un’antica tecnica che si può dire sia nata con l’uomo. A Saqqara, in Egitto, in una tomba (2330 a.C.) è stata ritrovata una pittura funeraria che mostra un massaggio dei piedi e delle mani. 
Una prima formulazione di questa disciplina si deve al Dr Fitzgerald e ad Eunice Ingham, che dal 1912, hanno messo a punto la teoria dei punti riflessi del piede. Ingham pubblicò “Stories the feet can tell” (Le storie che i piedi possono raccontare). Con questo libro di larghissimo successo, divenne la prima divulgatrice della Riflessologia plantare, dando origine a varie scuole che hanno elaborato mappe del piede e metodiche spesso diverse.

Numerose altre successive teorie, come ad esempio quelle di W. Reich, hanno contribuito a rendere sempre più esplicita la relazione fra i vari organi e fra corpo e mente, per una nuova concezione di benessere e salute.